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Tarlo asiatico

Dove è stato rilevato il parassita nel Lazio?

In base alla normativa europea, le piante su cui è stato trovato il parassita, ubicate nei pressi e all'interno di Parco San Sebastiano a Roma, rappresentano i punti di riferimento per la delimitazione delle aree denominate zona infestata e zona cuscinetto. Nella mappa di delimitazione la zona in rosso rappresenta la zona cuscinetto, ossia una zona di sicurezza in cui il parassita non è stato finora rilevato ma dove è possibile che l'infestazione possa presentarsi e pertanto deve essere monitorata accuratamente. In questa zona, dove necessario, si devono attuare tutte le misure atte a prevenire l'infestazione. La zona infestata è rappresentata dall'insieme dei punti verdi ossia dagli alberi infestati abbattuti a partire da luglio 2008, data dei primi rinvenimenti, ad oggi. La delimitazione del parassita è stata approvata con determinazione n.A07172/2012.

Quali sono le specie vegetali potenzialmente attaccabili dall'insetto?

Secondo la normativa europea le piante che poterebbero essere attaccate del parassita sono: Acer spp. (acero), Aesculus hippocastanum (ippocastano), Alnus spp. (ontano), Betula spp. (betulla), Carpinus spp. (carpino), Citrus spp.(agrumi), Cornus spp. (corniolo), Corylus spp. (nocciolo), Cotoneaster spp. (cotognastro), Crataegus spp. (biancospino, azzeruolo), Fagus spp. (faggio), Lagestroemia spp., Malus spp. (melo), Platanus spp. (platano), Populus spp. (pioppo), Prunus laurocerasus (lauroceraso), Pyrus spp. (pero), Rosa spp. (rosa), Salix spp. (salice) e Ulmus spp. (olmo).A Roma nella zona infestata sono stati trovati esemplari infestati anche di Chaenomeles spp. comunemente noto come cotogno da fiore.

Quali sono i sintomi che possono essere riconducibili ad un'infestazione da tarlo asiatico?

Il sintomo più evidente è rappresentato dai fori da cui emergono gli insetti adulti nel periodo primaverile - estivo. Questi fori sono di forma circolare, di diametro variabile da 0.8 cm a 2 cm e sono rilevabili più frequentemente sul tronco o eccezionalmente anche sulle branche. Un altro sintomo è la segatura prodotta dalle larve nel periodo autunno-invernale che si deposita alla base del tronco. Non è un sintomo specifico in quanto ci sono diversi insetti che attaccano le specie legnose in grado di produrre questo fenomeno ma potrebbe essere utile segnarlo al SFR in quanto un esame approfondito della zona sotto-corticale, da cui fuoriesce la segatura, potrebbe mettere in evidenza le larve o il tipo di galleria prodotta dall'insetto. Un sintomo più difficilmente rilevabile è l'incisione ad anello dei rametti che rappresenta l'effetto dell'attività di alimentazione dell'insetto adulto. Anche questo è un sintomo aspecifico ma comunque importante da segnalare in caso di rinvenimento.

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Cosa bisogna fare nel caso di rinvenimento di una pianta con sospetta infestazione da tarlo asiatico?

Bisogna comunicare immediatamente al SFR la sospetta infestazione mediante una delle seguenti modalità:

e-mail a uno dei seguenti indirizzi di posta elettronica:

E' importante inviare anche materiale fotografico riguardante le piante sospette al fine di poter valutare, già prima del sopralluogo di verifica del SFR, se trattasi di infestazione di tarlo asiatico.

Nel caso in cui il SFR accerta che una pianta è infestata dal tarlo asiatico quali misure vengono adottate?

E' necessario procedere all'abbattimento immediato delle piante infestate e delle piante che presentano sintomi causati da Anoplophora chinensis, nonché alla rimozione completa delle radici; nei casi in cui le piante infestate siano trovate al di fuori del periodo di volo di Anoplophora chinensis, ossia nel periodo autunno- invernale, l'abbattimento e la rimozione devono avvenire prima dell'inizio del successivo periodo di volo; in casi eccezionali, ossia nel caso di aree sotto vincolo paesaggistico o archeologico, il SFR può prescrivere l'attuazione di misure di eradicazione alternative in grado di garantire lo stesso livello di protezione dalla diffusione dell'organismo nocivo.

Gli interventi su piante infestate sono a carico della Regione?

Si.

Quali sono le misure preventive da adottare nella zona cuscinetto per impedire l'introduzione dell'insetto?

Le misure preventive da adottare nella zona cuscinetto sono state definite in un apposito piano d'azione e sono di seguito riportate:

A1. PER I PROPRIETARI DI GIARDINI RICADENTI NELLA ZONA CUSCINETTO:

  1. obbligo di effettuare gli interventi di potatura, recisione di apparati radicali e rimozione di specie sensibili ad Anoplophora chinensis all'interno della zona delimitata nel periodo compreso tra il 1 novembre e il 28 febbraio successivo;
  2. obbligo di comunicare al Servizio Fitosanitario Regionale del Lazio, almeno 3 giorni lavorativi prima dell'esecuzione dei lavori, la data di esecuzione degli interventi di potatura, recisione di apparati radicali e rimozione di specie sensibili ad Anoplophora chinensis;
  3. divieto di trasportare il legname e la ramaglia di risulta di specie sensibili ad Anoplophora chinensis al di fuori della zona delimitata se non precedentemente cippati; se il materiale di risulta degli abbattimenti non può essere cippato in loco, il medesimo deve essere immediatamente trasportato in discarica all'interno di un cassone telonato e sottoposto a cippatura fine o a trattamento termico;
  4. a fine smaltimento, in funzione della procedura eseguita, deve essere notificato al Servizio Fitosanitario Regionale del Lazio - via fax al numero 06.51686828 - l' autodichiarazione riguardante l'avvenuto smaltimento del materiale e le modalità di esecuzione, rilasciata - ai sensi del D. P. R. 28/12/2000 n. 445 - dal proprietario o dal conduttore a qualsiasi titolo o, se del caso, dalla discarica che ha effettuato lo smaltimento del legname e della ramaglia di risulta di specie sensibili ad Anoplophora chinensis;
  5. divieto di messa a dimora delle piante sensibili al parassita ossia: Acer spp., Aesculus hippocastanum, Alnus spp., Betula spp., Carpinus spp., Citrus spp., Cornus spp., Corylus spp., Cotoneaster spp., Crataegus spp., Fagus spp., Lagerstroemia spp., Malus spp., Platanus spp., Populus spp., Prunus laurocerasus, Pyrus spp., Rosa spp., Salix spp. e Ulmus spp.;

A2. PER I PROPRIETARI DI GIARDINI RICADENTI NELLA ZONA CUSCINETTO CHE DEVONO EFFETTUARE INTEVENTI SU PLATANI:

I proprietari di platani, ricadenti nella zona cuscinetto del tarlo asiatico, devono accertarsi che il loro giardino non ricada anche in una zona dove è presente una malattia fungina che attacca i platani, ossia Ceratocystis fimbriata f.sp. platani, comunemente nota come cancro colorato del platano. Le aree del Lazio dove è presente il cancro colorato del platano sono state individuate con la determinazione dirigenziale n. A07133/2012. Attualmente a Roma - in prossimità della Piramide Cestia e di Piazza Epiro - vi è sovrapposizione tra le aree delimitate del tarlo asiatico e le aree delimitate del cancro colorato del platano. In questa zone gli interventi di potatura, recisione radicale o abbattimento di platani, devono essere effettuati tenendo conto anche delle modalità previste dalla determinazione dirigenziale n. A07133/2012 e che riguardano la prevenzione della diffusione del cancro colorato.

 

 

A3. NEL CASO DI INTERVENTI (POTATURA, RECISIONE RADICALE, ABBATTIMENTO) SU SPECIE SENSIBILI AL TARLO ASIATICO IN ZONA DELIMITATA

 

Al fine di impedire l'eventuale diffusione del parassita, è necessario informare preventivamente il Servizio Fitosanitario degli interventi che si vogliono effettuare considerato che i lavori non vanno eseguiti durante il periodo di volo dell'insetto e pertanto vanno realizzati dal 1 novembre al 28 febbraio dell'anno successivo. La notifica di intervento va effettuata compilando e inviando via fax al numero 06.51686828 uno dei seguenti moduli:

La notifica, nel caso in cui  si intervenga su specie sensibili al tarlo asiatico eccetto il platano, va inviata almeno 3 giorni lavorativi prima dell'esecuzione dei lavori. Nel caso in cui si intervenga su platano è necessario effettuare la comunicazione 30 giorni lavorativi prima dell'esecuzione dei lavori. Nel caso in cui fosse necessario intervenire in un periodo diverso da quello indicato (dal 1 novembre al 28 febbraio dell'anno successivo), è necessario motivare l'intervento con una relazione tecnica e ottenere dal Servizio Fitosanitario l'autorizzazione all'esecuzione dei lavori.

 

B. PER I GARDEN CENTER E I VIVAI RICADENTI NELLA ZONA CUSCINETTO:

  1. Le piante sensibili provenienti da una zona delimitata possono essere spostate all'interno dell'Unione solo se accompagnate dal passaporto fitosanitario e se sono state coltivate per un periodo di almeno due anni prima del trasporto in un luogo di produzione:

i) iscritto al registro Ufficiale dei Produttori,

e

ii) che è stato sottoposto ad almeno due meticolose ispezioni ufficiali annuali per rilevare eventuali tracce di Anoplophora chinensis,

e

iii) in cui le piante sono state coltivate in un sito:

- a protezione fisica totale per impedire l'introduzione di Anoplophora chinensis,

oppure

- in cui si applicano opportuni trattamenti chimici preventivi.

  1. I portainnesti che soddisfano i requisiti riguardanti l'importazioni di piante sensibili da paesi terzi diversi dalla Cina, possono essere innestati con marze non coltivate secondo le modalità del precedente punto, purché il loro diametro sia inferiore a 1 cm nel suo punto di massimo spessore.
  2. Le piante sensibili non originarie della zona delimitata, ma introdotte in un luogo di produzione situato in essa, possono essere spostate all'interno dell'Unione a condizione che detto luogo di produzione sia conforme ai requisiti di cui al punto 1, comma iii) di questo elenco, e solo se accompagnate da un passaporto fitosanitario.
  3. Le piante sensibili importate da paesi terzi in cui Anoplophora chinensis è notoriamente presente, possono essere spostate all'interno dell'Unione solo se accompagnate dal passaporto fitosanitario.